Grande successo per Slow Is Good – Arte, Cibo e Sapori

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Quando cibo e arte promuovono il territorio

Ho dei gusti semplicissimi: prediligo il meglio” scriveva Oscar Wilde, con sottile ironia. Ma in realtà il celebre aforisma ben sintetizza il refrain dell’evento ospitato domenica 14 gennaio 2018 dal Palazzetto delle Arti del Fortore e del Sannio, già Palazzo Angelini, a Buonalbergo. Slow is Good , con la direzione artistica di Giuseppe Leone, è un’immersione nella realtà delle eccellenze gastronomiche che trovano, nei linguaggi artistici, un nuovo significato culturale. L’iniziativa ha infatti riproposto, in una chiave totalmente inedita, la collaborazione nell’ambito del POC Campania 2014/2020 dei comuni fortorini di Buonalbergo, Baselice, Castelfranco in Miscano, Ginestra degli Schiavoni, San Giorgio La Molara e San Marco dei Cavoti, attraverso delle istallazioni artistiche capaci di trasformare il prodotto di punta di ciascun borgo in una peculiare e unica opera d’arte. Dalle torri di croccantino di San Marco al caciocavallo magistralmente “impiccato” di Castelfranco, dalla possente spalla di Marchigiana di San Giorgio all’altare di “ciammarruche” di Buonalbergo, e così via. Ogni stanza dello storico Palazzo ospita la rappresentazione di uno dei comuni partecipanti al progetto di promozione del territorio, arricchita, ciascuna, da una delle sei opere astratte realizzate lo scorso mercoledì 3 gennaio dalla popolazione buonalberghese con “Tutto Astratto- Astratto di Tutti”, dove l’arte si è fatta democratica sfuggendo parametri creativi istituzionalizzati. E ancora le opere inedite dialogavano con gli oli di tema campestre dell’artista Virginia Tomescu Scrocco vissuta a cavallo tra XIX e XX secolo. Un ‘arte dai canoni e i toni di inizio novecento così ben inserita in un contesto innovativo ed inedito. Insomma, l’arte come quel veicolo espressivo capace di raccontare e narrare territori, obiettivi, orizzonti futuri. Del resto, all’interno del dibattito che ha scandito la serata del 14 gennaio di Slow is Good, è lo stesso Giuseppe Leone ad affermare:

Ognun o di noi non si identifica in quello che dice, ma in quello che fa e questo è ciò che abbiamo fatto noi, riconoscendo in Palazzo Angelini il Palazzetto delle Arti del Fortore e del Sannio. L’arte, in fondo, è spinta motrice, è volano di economie“.

E sono state proprio le opere di Leone ad accompagnare l’allestimento. Alcune, selezionate con cura proprio nei termini dell’appartenenza al territorio Sannio, erano state realizzate a quattro mani con Luciano Caruso, altre, come quelle poste a cornice del momento dialogico, erano state presentate con il concept L’Arte del Gusto – Il Gusto dell’Arte, in collaborazione con lo Chef Pietro Parisi, nello spazio istituzionale “La Piazzetta” del Padiglione Italia per EXPO 2015. Il trittico, che si compone, proprio in senso materico e strutturale, degli elementi chiave della cucina mediterranea, intersecandosi con un idea di legame con la propria terra che rende l’idea di arte e cultura assolutamente trasversale, era accompagnato dalla performance di una “massaia” nei tradizionali abiti buonalberghesi, atta ad impastare il pane. Il dibattito, invece, moderato da Mario Esposito, Direttore del Premio Penisola Sorrentina, ha visto l’avvicendarsi delle voci del Sindaco di Buonalbergo, Michelantonio Panarese, che ha insistito sulla necessità di promuovere i prodotti che il territorio ha da offrire mantenendo standard si qualità altissimi e stringendo collaborazioni solide tra i comuni, sul “fare sistema”, e di quello del borgo potentino di San Fele, Donato Sperduto. Tra gli ospiti anche il Consigliere Regionale, l’On. Erasmo Mortaruolo, il Responsabile STAPA- cepica Benevento, Marco Balzano, l’Ing. Roberto Formato, che ha sottolineato l’importanza di creare un’offerta turistica continua ed in linea con le specificità dell’area-Fortore, e Roberto Fiorino, Presidente Associazione Smart Fortore, che è così intervenuto. “Slow is Good nasce dall’esigenza di promuovere il territorio qualificando i prodotti che ha da offrire. Un territorio che non va inteso come periferico e povero, ma ricco di eccellenze. I nostri sono prodotti che, attraverso un processo narrativo, un’esperienza lenta, possono essere presentate come vere e proprie opere d’arte. La nostra è una missione che tramite tutta una serie di attività si muove in direzione di un patto generazionale: costruire oggi per il futuro.”

Il dibattito ha trovato conclusione con la consegna della Prima Edizione del Premio Slow is Good a Gaetano Pascale, Presidente Slow Food Italia e a Pietro Parisi, Chef Contadino, che ha accolto con queste parole il Premio: ” I contadini sono l’epicentro delle idee dei giovani chef di oggi. Io stesso, dopo aver raggiunto il sogno di lavorare per un tre stelle Michelin, sono tornato a Palma Campania per restituire dignità alle mie radici. E se si torna non è perché attratti dall’economia, ma per l’amore verso questi territori. Perché bisogna essere orgogliosi di essere figli di questa terra, figli del Sud. Le tradizioni e le radici sono il nostro investimento. Ci deve essere un biglietto di andata, ma anche quello di ritorno, capendo che alla terra non possiamo solo chiedere, ma dobbiamo innanzitutto dare.” Tra i premiati lo stesso Mario Esposito che, invitando gli ospiti ad una degustazione enogastronomica delle specialità territoriali, li ha così congedati dal dibattito: “ A volte si va di fretta. Noi continuiamo a stare assieme, continuiamo ad incontrarci come questa sera, ma lentamente: slow is good.” Perché la lentezza, che si tratti di arte o di sapori, quando si accompagna ad una certa idea di “saper fare”, diventa un valore imprescindibile. E’ una di quelle virtù capitali che ha da sempre accompagnato la vita delle aree dell’Appennino Interno, del Sud dei paesaggi collinari, del tempo di chi sa aspettare e costruire un futuro di eccellenze e cultura. Slow is good non è un semplice slogan, ma manifesto di un azione di collaborazione attiva di crescita e sviluppo, perché la lentezza è un bene prezioso.

A.C.

E’ possibile visionare lo Speciale “Slow Is” Good su LabTv

http://www.labtv.net/video/?video_id=146021

Foto di Francesca De Nigris

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